Su Wired di agosto 2010 è riportato un articolo (ad oggi non ancora disponibile on-line) che affronta, con due opinioni diametralmente opposte, questo tema.
Nicolas Carr, sostiene che:
…la stimolazione continua ha effetti negativi sulla nostra capacità di concentrarci, ricordare, ragionare, e persino socializzare. E internet, sottolinea Carr, è una stimolazione continua.
La tesi scomoda di Nicholas Carr: Internet ci ‘brucia’ il cervello – PC World Online
una tesi analoga è presentata oggi dal New York Times:
…scientists point to an unanticipated side effect: when people keep their brains busy with digital input, they are forfeiting downtime that could allow them to better learn and remember information, or come up with new ideas…
Your Brain on Computers – Overuse of Digital Devices May Lead to Brain Fatigue – NYTimes.com
Clay Shirky e Daniel Pink pensano invece che il “surplus cognitivo” consentito dalla rete, in presenza di una motivazione adeguata presenta un enorme potenziale di sviluppo sociale e aziendale (cfr. i video più sotto):
…Clay Shirky believes that new technologies enabling loose collaboration — and taking advantage of “spare” brainpower — will change the way society works.
Clay Shirky: How cognitive surplus will change the world | Video on TED.com
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